Cimex lectularius

 (Cimici dei letti – Bed Bugs)

Cimex lectularius

Il potenziale infestante di Cimex lectularius è notevole, perché la sua presenza rischia di passare inosservata e inavvertita per lungo tempo. Le sue punture, infatti, sono spesso attribuite ad altri insetti e, se l’avvicendamento degli ospiti nei locali infestati è rapido e continuo (come accade, per esempio, in un albergo), può trascorrere anche parecchio tempo prima che maturi il sospetto di un problema in corso: a quel punto però, la colonizzazione degli ambienti è già, di solito, in stato avanzato.

La cimice dei letti è un insetto che rifugge la luce e abbandona i propri rifugi, in cerca di cibo, soltanto durante le ore notturne e/o in assenza di illuminazione. Talvolta, tuttavia, soprattutto dopo un lungo periodo di digiuno e in presenza di un possibile ospite, non esita a muoversi anche in piena luce. Le dimensioni ridotte e il corpo appiattito consentono a quest’insetto di annidarsi in fessure anche minime, nelle quali si riunisce spesso in numero notevole e dove risultano presenti esemplari di tutte le età, uova, macchie fecali, residui di muta, etc. Risultano nettamente preferite, a questo riguardo, le superfici ruvide di materiali come legno, carta, cartone, tessuti etc., sebbene la capacità di adattarsi a materiali meno graditi sia, in mancanza di meglio, comunque notevole.

I possibili ospiti sono percepiti attraverso il calore corporeo, le emissioni di anidride carbonica e gli odori della pelle. Una volta individuato il bersaglio, la cimice dei letti lo raggiunge camminando piuttosto velocemente e infigge l’apparato boccale in una porzione scoperta della pelle, iniettandovi la propria saliva anticoagulante, quindi assume una quantità di sangue pari a circa 5 volte il peso del proprio corpo. L’intera operazione richiede dai 3 ai 10 minuti.

Una volta terminato il pasto, la cimice torna a nascondersi in un posto sicuro, generalmente in compagnia di molti suoi simili, dove trascorrerà i giorni successivi in stato di quiete, digerendo il pasto di sangue.

Le cimici femmine già fecondate hanno invece la netta tendenza a rifuggire la presenza degli esemplari maschi e, cercando nuovi rifugi, si annidano in posti “vergini” rappresentando così uno dei più efficaci mezzi di diffusione di questa specie in nuovi ambienti ancora non infestati.

Il morso della cimice dei letti non è doloroso e di norma non viene nemmeno percepito dalla vittima, mentre risulta di solito assai fastidiosa la reazione allergica alla saliva inoculata, che si traduce nella formazione di una papula pruriginosa, che impiega giorni o addirittura settimane a guarire. L’entità di tale reazione allergica, tuttavia, è assai variabile da soggetto a soggetto e può talvolta essere del tutto assente, rendendo così impossibile accorgersi dell’attacco avvenuto.

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